[cs_content][cs_section parallax=”false” separator_top_type=”none” separator_top_height=”50px” separator_top_inset=”0px” separator_top_angle_point=”50″ separator_bottom_type=”none” separator_bottom_height=”50px” separator_bottom_inset=”0px” separator_bottom_angle_point=”50″ _label=”Section 1″ style=”margin: 0px;padding: 20px 0px;”][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _label=”Row 1″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][cs_text]Ironman, Utramaratone, Ultratrail, Spartan Race e mille altre imprese eccezionali.
Sei sicuramente stato eccezionale. Ma sai gattonare, camminare, muoverti?
Mai come in questi ultimi anni c’è stata un’esplosione di gare che vedono sempre più persone cimentarsi in imprese eccezionali.
Mai come in questi anni c’è stata un’esplosione di persone infortunate. Mai!
Ma qual è la differenza tra chi semplicemente “porta a termine” queste imprese, costi quel che costi (e spesso il costo è la salute) e il vero atleta che è preparato per farlo e non ne subisce quindi le conseguenze?[/cs_text][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _label=”Copy of Row 10″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][x_gap size=”50px”][x_custom_headline level=”h2″ looks_like=”h4″ accent=”true” class=”mtn” style=”color: #8fce18;letter-spacing: 1px;”]Lo Spunto[/x_custom_headline][x_gap size=”20px”][cs_text]Lo spunto per questo articolo l’ho avuto dopo alcune sessioni di coaching, mentre seguivo atleti che hanno portato a termine imprese come Ironman, ultramaratone, trail impegnativi e altre competizioni estreme.
Questi atleti eccezionali quando sono stati messi di fronte a schemi motori di base hanno fatto fatica ad eseguirli correttamente.
E questi stessi atleti sono tutti uniti da un denominatore univoco: hanno dovuto fare e stanno ancora facendo i conti con diversi infortuni.[/cs_text][x_gap size=”50px”][x_custom_headline level=”h2″ looks_like=”h4″ accent=”true” class=”mtn” style=”color: #8fce18;letter-spacing: 1px;”]Il Movimento è una cosa seria[/x_custom_headline][cs_text]Il movimento è una cosa seria, non un optional né tantomeno un aspetto da sottovalutare, sia nella vita di tutti i giorni che nello sport. Scomponendo abilità motorie come la corsa, mi capita spesso di riportare le persone con cui lavoro a gattonare, a strisciare, ad imparare movimenti fondamentali per l’essere umano, come ad esempio lo squat.
Per compiere un gesto complesso come la corsa, che possiamo definire una “macro-abilità”, è necessario essere in grado di saper eseguire tutte le “micro-abilità” che lo compongono. Correre presuppone che siano consolidati a livello motorio tutti gli schemi di base ad esso propedeutici.
In sostanza, se non sapete gattonare correttamente, sarà davvero difficile che siate in grado di correre in modo corretto, efficiente, funzionale. Probabilmente, anzi, non sarete efficienti nemmeno nello stare in piedi e nel camminare.
Sto parlando di schemi motori di base. Sto parlando di movimento, di quei movimenti essenziali per poterci definire esseri umani!
Infatti non è affatto raro che sempre più persone – amatori, sportivi ed atleti – non sappiano stare in piedi correttamente.
Vi è mai capitato di aver mal di schiena dopo essere stati a lungo in piedi? E ancora, non è affatto raro che sempre più persone non siano più in grado di camminare correttamente. Ebbene sì, anche il “semplice” camminare richiede tecnica, mobilità e funzionalità.[/cs_text][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _label=”Row 5″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][x_gap size=”50px”][x_custom_headline level=”h2″ looks_like=”h4″ accent=”true” class=”mtn” style=”color: #8fce18;letter-spacing: 1px;”]Conclusioni[/x_custom_headline][x_gap size=”20px”][cs_text]Desiderare spingersi oltre i propri limiti è parte della nostra natura di esseri umani.
Porsi obiettivi sfidanti e raggiungerli è ciò che ci fa sentire vivi.
Per alcuni il limite è un’Ironman, per altri è arrivare a correre 5 km senza mai fermarsi.
Qualunque siano i tuoi obiettivi, dedicati prima di ogni altra cosa ad imparare i fondamentali, a costruire le basi per poter raggiungere il tuo sogno nel migliore dei modi, in maniera sostenibile e soprattutto facendo sì che quel limite sia solo l’inizio di un percorso.[/cs_text][x_gap size=”50px”][/cs_column][/cs_row][/cs_section][cs_element_section _id=”21″ ][cs_element_layout_row _id=”22″ ][cs_element_layout_column _id=”23″ ][cs_element_global_block _id=”24″ ][cs_element_global_block _id=”25″ ][/cs_element_layout_column][/cs_element_layout_row][/cs_element_section][/cs_content]

