[cs_content][cs_section parallax=”false” separator_top_type=”none” separator_top_height=”50px” separator_top_inset=”0px” separator_top_angle_point=”50″ separator_bottom_type=”none” separator_bottom_height=”50px” separator_bottom_inset=”0px” separator_bottom_angle_point=”50″ _bp_base=”3_4″ _label=”Section 1″ style=”margin: 0px;padding: 20px 0px;”][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 1″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]In una tribù messicana uomini, donne, bambini e anziani corrono senza problemi per oltre 300km, senza infortuni. Com’è possibile?
Ogni stella del firmamento è un Indiano Tarahumara – gli uomini ne hanno tre e le donne quattro, dal momento che esse generano nuova vita – la cui anima si è finalmente spenta. Questo è quello che credono i Tarahumara, una popolazione che vive tra i canyon della Sierra Madre Occidental nel nord del Messico, dove si è ritirata cinque secoli fa per sfuggire agli invasori spagnoli.
I Tarahumara sono persone reticenti e riservate che vivono a grandi distanze l’una dall’altra, in caverne o in piccole case in legno o in mattoni di paglia e fango.[/cs_text][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 2″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/2″ type=”1/2″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]I Tarahumara producono una sorta di birra ottenuta dalla fermentazione del mais, cereale che coltivano in piccoli appezzamenti che arano manualmente. Nelle cerimonie si radunano e si passano questa bevanda di mano in mano, sorseggiandola da una mezza zucca svuotata, fino a che non diventano particolarmente sciolti, sognatori o bellicosi e si distendono quindi per recuperare le forze dormendo.[/cs_text][/cs_column][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/2″ type=”1/2″ style=”padding: 0px;”][x_image type=”none” src=”https://dev.postiglionesimone.com/wp-content/uploads/2014/01/tarahumara-615.jpg” alt=”” link=”false” href=”#” title=”” target=”” info=”none” info_place=”top” info_trigger=”hover” info_content=””][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 3″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]Che di “naturale” questo popolo abbia molto non c’è dubbio, ma cosa c’entra tutto questo con la corsa, vi chiederete voi?[/cs_text][x_gap size=”50px”][x_custom_headline level=”h2″ looks_like=”h4″ accent=”true” class=”mtn” style=”color: #8fce18; letter-spacing: 1px;”]PIEDI LEGGERI[/x_custom_headline][x_gap size=”20px”][cs_text _bp_base=”3_4″]C’entra eccome.
Questa tribù messicana vive da generazioni in insediamenti situati a grande distanza tra loro. Questi insediamenti sono collegati da una rete di stretti sentieri lungo i canyon attraverso i quali i Tarahumara si spostano per comunicare, trasportare merce e cacciare.
Correndo.
Ogni giorno. A tutte le età. A piedi nudi. Senza infortunarsi.[/cs_text][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 4″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/2″ type=”1/2″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]I Tarahumara sono, infatti, dei corridori da endurance incredibili. Arrivano senza difficoltà a distanze superiori ai 300 km in una sola sessione, in due giorni, attraverso sentieri impervi. In questa tribù bambini, uomini e donne di ogni età corrono, e persino i più anziani hanno prestazioni che farebbero invidia al più allenato runner.[/cs_text][/cs_column][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/2″ type=”1/2″ style=”padding: 0px;”][x_image type=”none” src=”https://dev.postiglionesimone.com/wp-content/uploads/2014/01/7617.jpg” alt=”” link=”false” href=”#” title=”” target=”” info=”none” info_place=”top” info_trigger=”hover” info_content=””][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 5″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]I Tarahumara cacciano comunemente con arco e freccia, ma sono conosciuti anche per la loro abilità di inseguire correndo cervi e tacchini selvatici fino a farli letteralmente morire per sfinimento, come racconta l’antologista Johathon Cassel. Esattamente come facevano i nostri antenati.
Loro stessi si definiscono “Rarámuri”, ossia “piedi leggeri” o “coloro che corrono bene” e sono noti per aver irritato diversi ultramaratoneti americani battendoli senza troppe difficoltà in estenuanti gare di endurance, pur indossando solo i loro sandali huarache e fermandosi ogni tanto per fumare.
Com’è possibile che non subiscano traumi?
I Tarahumara bevono come spugne, la loro dieta è a base di una specie di poltiglia di mais, vivono in perpetua pace e tranquillità e corrono diverse maratone una volta superati i 60 anni. È come se le statistiche fossero state inserite nelle colonne sbagliate. Non dovremmo essere noi – quelli che corrono con scarpe da corsa così avanzate da avere microchips che controllano l’ammortizzazione – ad avere le probabilità di infortunio pari a zero, e i Tarahumara – che corrono molto di più, su terreni molto più impervi, indossando un sottilissimo sandalo di pelle – essere costantemente “rotti”?
Perché questa popolazione va contro quello che il senso comune, la medicina moderna e i maggiori produttori di scarpe ci suggeriscono? Più ammortizzazione? Più sostegno del tallone? No, esattamente il contrario.[/cs_text][x_gap size=”50px”][x_custom_headline level=”h2″ looks_like=”h4″ accent=”true” class=”mtn” style=”color: #8fce18; letter-spacing: 1px;”]COME NATURA VUOLE[/x_custom_headline][x_gap size=”20px”][cs_text _bp_base=”3_4″]Una delle ragioni per cui i Tarahumara macinano così tanti chilometri con i loro piedi è perché non li “coccolano” affatto, come invece facciamo noi.[/cs_text][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 6″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/2″ type=”1/2″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]Siamo talmente abituati fin dall’infanzia ad indossare scarpe protettive e ammortizzate che ormai la nostra postura è trascurata e le nostre gambe sono talmente rigide e poco reattive, se paragonate a quelle di popolazioni “naturali” come quella messicana, che siamo costretti a far affidamento sull’ammortizzazione in materiale plastico della suola per assorbire lo shock dato dalla corsa.[/cs_text][/cs_column][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/2″ type=”1/2″ style=”padding: 0px;”][x_image type=”none” src=”https://dev.postiglionesimone.com/wp-content/uploads/2014/01/tarahumara-runner-urique-marathon5.jpg” alt=”” link=”false” href=”#” title=”” target=”” info=”none” info_place=”top” info_trigger=”hover” info_content=””][/cs_column][/cs_row][cs_row inner_container=”false” marginless_columns=”false” _bp_base=”3_4″ _label=”Row 7″ style=”margin: 0px auto;padding: 0px;”][cs_column fade=”false” fade_animation=”in” fade_animation_offset=”45px” fade_duration=”750″ _bp_base=”3_4″ _label=”1/1″ type=”1/1″ style=”padding: 0px;”][cs_text _bp_base=”3_4″]La corsa è un’abilità innata eppure, nel corso della vita diventiamo sempre più “umani da zoo” e ci abituiamo a pratiche di corsa – paradossalmente – contro natura. I Tarahumara, al contrario, non hanno mai perso la loro forma di corsa naturale, la forma di locomozione che caratterizza l’essere umano (➡︎ per approfondire questo tema leggi l’articolo: “Correre è tecnica”)[/cs_text][x_gap size=”50px”][x_custom_headline level=”h2″ looks_like=”h4″ accent=”true” class=”mtn” style=”color: #8fce18; letter-spacing: 1px;”]NON PIÚ “UMANI DA ZOO”[/x_custom_headline][x_gap size=”20px”][cs_text _bp_base=”3_4″]Il nostro “hardware”, il nostro corpo, è lo stesso dei nostri antenati e lo stesso dei Tarahumara. Anche le prestazioni di cui è, potenzialmente, capace sono esattamente le stesse. (➡︎ per approfondire questo tema leggi l’articolo: “Umani da Zoo o Umani Naturali?”)
È il momento di riscoprire le abilità innate del nostro corpo, di usarlo al meglio e in modo sicuro e naturale, re-imparando la corretta tecnica di corsa e ristrutturando il tuo corpo per poterla sostenere al meglio.[/cs_text][x_gap size=”20px”][/cs_column][/cs_row][/cs_section][cs_element_section _id=”42″ ][cs_element_layout_row _id=”43″ ][cs_element_layout_column _id=”44″ ][cs_element_global_block _id=”45″ ][/cs_element_layout_column][/cs_element_layout_row][/cs_element_section][/cs_content]

